Kugelhupf o Gugelhupf?

Sì, insomma, questo dolce qui dal nome impronunciabile, ma così buono!!
Il Talismano, lo chiama Kugelhupf ma in giro per la rete ho trovato più facilmente come Gugelhupf… è vero, come ho letto, che questo magnifico dolce cambia nome a seconda della zona?? ed è vero che è l’antenato del panettone?? o del babà, come ho trovato scritto da qualche parte?

Qual è il nome giusto e di cosa è l’antenato, non saprei, aiutatemi anche voi 🙂 … sta di fatto che, quando sul mio Talismano, vecchia edizione del lontano 1985, eh sì, mi piace leggerlo, è stato il mio primo libro di cucina, comprato a circa 20 anni, dopo almeno un paio d’ore passate nel vecchio negozio polveroso dove spesso passavo passavo i pomeriggi 🙂
… ehmm, dicevamo?? ah, sì! sta di fatto che quando ho letto la ricetta, una cosa mi ha colpito, la lavorazione eretica! o meglio quella che era la lavorazione fino a qualche decina di anni fa, e che oggi invece è completamente fuori da quelli che sono i canoni per fare un ottimo lievitato.
Ed era lo stesso procedimento del babà di Tina, tanto che mi son detta, se riesce bene quello, se il Kugelhupf è il suo antenato, uhmmm so che non si fa, lo fo lo stesso!
… ehehehe, certo non ho pensato al fatto che questo, rispetto al babà, ha il doppio del burro, e infatti incordare ‘sto impasto dove il burro è inserito all’inizio insieme allo zucchero, credetemi, è stata dura, mooolto dura!!
Il risultato, invece, inaspettato, sorprendente 🙂
Infatti, stavo quasi per rinunciare, quando mi son detta, vabbè prima di buttare tutto, impasto anche fino a fondere la planetaria, casomai butto dopo, ehehehe 😉
Invece, miracolosamente, sì… alla fine si è magnificamente incordato, e il risultato è quello che vedete in foto!!

Ho chiesto al mio Maestro perché una volta il procedimento era così diverso? be’, mi ha risposto, semplicemente perché si sono accorti in epoca recente che, mettendo il burro alla fine, non solo il risultato è nettamente migliore, ma più facile l’impasto, e l’ incordatura.

Per cui, sempre che non vogliate rischiare il flop, eseguendo alla lettera il procedimento del Talismano, vi do la lavorazione di questo impasto, secondo quelli che sono oggi i canoni per lavorare di un lievitato, che poi è la lavorazione del pandorlato, e quella scriverò!
E se con la lavorazione antica il risultato è stato ottimo, direi che procedendo come si fa oggi, potrebbe esser eccellente, chi prova??
Scrivo, quindi, la ricetta del Talismano, ma leggermente modificata nelle dosi degli ingredienti e nella lavorazione:

KUGELHUPF,

dal Talismano ed. 1985 – mia libera interpretazione

Ingredienti:

  • Farina W380, 300 gr (ho usato la Rieper gialla per panettone, ma va bene anche la manitoba Lo Conte)
  • Burro, 150 gr
  • Zucchero, 75 gr
  • Lievito di birra fresco, 10 gr
  • Latte, 50 gr
  • Acqua, 75 gr
  • Uova, 2
  • Tuorli, 2
  • Uvetta sultanina o gocce di cioccolato, 25 gr
  • Arancia candita, 25 gr
  • sale, 5 gr
  • Scorza di 1 arancia grattugiata
  • 1 cucchiaino di miele
  • Mandorle per la decorazione
  • 1 Stampo della capacità di 2 lt. di acqua

Procedimento:

  1. Mescolare l’acqua appena tiepida con il lievito, il miele e 75 gr di farina, coprire con pellicola.
  2. Dopo circa 45′ (deve gonfiare) unire gli albumi, il resto della farina alternandola al latte, e mescolare con la foglia a bassa velocità.
  3. Aggiungere il sale, e aumentare la velocità, incordare (ci vorranno 10 minuti).
  4. Ridurre appena la velocità ed unire 1 tuorlo, alla ripresa dell’incordatura aggiungere altri 2 tuorli e metà dello zucchero.
  5. Incordare di nuovo ed unire l’ultimo tuorlo, il resto dello zucchero, poi incordare ancora molto bene.
  6. Aggiungere, poco alla volta il burro morbido, insieme alla buccia di arancia, e incordare molto bene aumentando la velocità dell’impastatrice, l’impasto dovrà presentarsi lucido e ben legato, ci vorranno circa 20/25 minuti.
  7. Verso la fine, gli ultimi 5 minuti, finire di incordare inserendo il gancio.
  8. Per ultimo aggiungere l’uvetta (o gocce) e l’arancia candita.
  9. E’ possibile aggiungere un cucchiaio raso di farina dopo il burro, per aiutare l’incordatura, ma non di più, per non snaturare l’impasto.
  10. Porre in una ciotola, coprire con pellicola, e dopo 40/50 minuti (assicurarsi che parta la lievitazione), mettere in frigo in una zona sui 7/8 gradi per circa 6/8 ore.
  11. Tirare fuori dal frigo e, dopo 30′ minuti, rovesciare sul tavolo infarinato e dare le pieghe del tipo 2, dovremo ottenere una massa compatta.
  12. Con la chiusura sotto arrotondare e trasferire nello stampo leggermente pennellato di burro e decorato con alcune mandorle, infilando la palla facendo prima un foro in mezzo.
  13. Coprire con pellicola e porre in forno spento, lampadina accesa fino a che non arriva al bordo dello stampo.
  14. Infornare a 180° per circa 30 minuti, su placca del forno, posizionata su grata medio/bassa, perché cresce molto.
  15. Controllare di frequente che non bruci, casomai coprire con carta stagnola.
  16. Sfornare tiepido, porre su una gratella fino al raffreddamento, spolverare di zucchero al velo!

note
Farina: se non trovate una manitoba forte come la Lo Conte, o comunque che abbia lo stesso assorbimento, meglio diminuire il latte a 20/30 gr

 

 

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Risposte

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  1. Qualsiasi sia il nome pare spettacolare, ma per me troppo complicato! Ma tu mi intimorisci con queste prelibatezze sopraffine che pubblichi… come faccio a partecipare al "la migliore ricetta del 2009", quando vedo le tue meraviglie?

  2. paoletta, la foto dell'incordatura non la riesco a vedere… dice 'pagina privata'.
    complimenti, comunque! forse ci proverò anch'io 🙂

    laura

  3. Per me si chiama Kugelhupf, e l'altra forma è dialettale (o tedesco-austriaca, l'accento austriaco per un tedesco suona un po' dialettale…). Chiederò comunque a mia mamma, berlinese!
    Gemma (uffa, il mio problema è il diabete, mannaggia!)

  4. Ciao, e' da un po' che ti seguo silenziosamente. Da adesso lo faro' regolarmente.
    Complimenti per il blog, per le ricette, e per il tuo stile di cucinare/scrivere 🙂

  5. ‘@fantasia, ma che scherzi?? manda manda :))

    @Laura, grazie di avermelo fatto notare, corretto 😉
    si vede ora??

    @Gemma, grazie, questo non lo sapevo, aspetto di sapere che dice la mamma :))

    @Corrado, be' che dire… grazie!

  6. Più usato sembra essere Gugelhupf…ma le varianti sono tantissime (ogni stato o regione di lingua tedesca ha la sua…ad Amburgo in una pasticceria ho trovato Rondon) in ogni caso è un dolce che si prepara abbastanza spesso, e le varianti sono tantissime. L'ho sempre fatto con il lievito per dolci (ricetta di una collega austriaca)ma sicuramente proverò con il lievito fresco. Sembra che la forma derivi dal turbante dei re Magi…magari lo preparo per il 6 gennaio!!

  7. Buon anno Paola! Volevo fare il "kugelhopf alsacien" visto su 'lacileginasullatorta' ed ecco a sorpresa anche la tua versione. E ora che faccio? Beh, parafrasando la nota pubblicità: Two ricettas is meglio che one!
    Scherzi a parte volevo chiederti che tipo di stampo (alluminio, antiaderente, silicone…) hai usato e di quale capienza. Grazie
    Stefano

  8. Ciao Paoletta, si dice Gugelhupf (che tradotto significa palla o globo), io sono nata in Germania e li si trova con una marea di varianti!
    Baci maddy

  9. E' l'antenato anche del
    Pandoro, allora 🙂
    Di sicuro, come per quest'ultimo e per il babà, si parte da una ricetta tradizionale che poi viene rivisitata dall'alta pasticceria, che -come si sa – è fortemente debitrice dei francesi.
    Bisognerebbe guardare nei trattati settecenteschi per capirne qualcosa di più: La Varenne, Careme, il Cuoco Piemontese, ma anche i trattati austriaci.
    Tornando al tuo lavoro, Paoletta, è una meraviglia come sempre!!!

  10. Ciao! noi abbiamo dei mini stampi con questa forma è davvero bellissima!fin'ora abbiam oprovato solo i gugelhups salati e dobbiamo ammettere son riusciti sempre buoni e belli. Buono buono qeusto dolce: una focaccia particolare e ricca!
    baci baci

  11. Quale che sia la nomenclatura il risultato non cambia, spettacolare.
    Anche io ho quel libro ma ovviamente farò miei i consigli dell'esperienza hehehehe (laggasi te, Adriano e qualcun altro ancora…)
    A presto :))

  12. Noi in Svizzera lo chiamiamo anche Gugelhopf e la ricetta è un pò diversa. Eccola:
    250 g burro
    200 g zucchero
    1 pizzico di sale
    4 uova
    buccia grattugiata di un limone
    150 g uva passa
    500 g farina
    1 bustina di lievito in polvere
    3 1/2 dl di panna

    Presto la proverò anch'io!

  13. Paoletta, comunque si chiami, il risultato parla da solo!!!! :))))
    Ti aggiungo cosa avevo toa proposito dell'origine del Babà, se può servire…
    "Il Babà nato per caso dalla distrazione di Stanislao Leszczinski (re di Polonia dal 1704 al 1735) che versò una bottiglia di rhum sul Kugelhupf, unico dolce che gli veniva servito troppo spesso, arrivò a Parigi, da lì a Napoli dove assunse la sua forma caratteristica e divenne un classico della pasticceria napoletana".

  14. Paoletta, ahinoi, ho sbagliato: mia mamma afferma si dica in dialettale Gugelhupf proprio perchè si tratta di un prodotto austriaco o della germania sud, quindi in dialetto resta ma si dice proprio con la G.
    gemma

  15. Carissima Paoletta… i migliori auguri di un Meraviglioso Nuovo Anno a te e ai tuoi cari…
    Che meraviglia trovo quest'oggi…la aspetto con trepidazione da quando ieri ho letto "Coming Soon"… E quasi quasi raccolgo la sfida, ma nulla prometto. 😉
    Vorrei presto inviarti una ricetta di famiglia, che tempo fa postai anche sul forum… Ti abbraccio caramente, con tanto tanto affetto. C*Marta

  16. Paoletta,
    grazie per l'incordatura.. Ti sono venuta in mente, eh?!?!
    Il pandorlato aperto dagli amici non ci ha deluso! ..per fortuna…
    baci e tanti auguri!

  17. Un nome o l'altro, Panettone o non panettone, babà o altro direi che in ogni caso l'aspetto è favoloso…non l'ho mai mangiato nè fatto ma ci sto girando intorno da un bel pò…sia che sia la volta buona?…

  18. Ciao,
    L'aspetto è favoloso e sono sicura che è buonissima.Anche in Ungheria esiste questo dolce, si chiama Kuglòf ..una cosa buona che ci è rimasta dall'impero austroungarico 🙂
    ..la ricetta ..vedrò di trovarla adesso sono curiosa se si tratta di una versione diversa..
    Dimenticavo..Buon Anno !!

  19. Che meraviglia!, ti ruberei quella fetta! 😉
    Io non ho la planetaria…che fare?….provare ad impastare con la mdp?… se è dura con la planetaria a mano manco ci provo1 ;)))

    ciao e sempre complimenti

    Terry

  20. ciao Paoletta,sono Paolo la farina da usare per questo impasto è la Rieper gialla? Ho una Caputo rinforzata rossa potrebbe andar bene? Grazie mille.

  21. ‘@Alex, col lievito per dolci?? io questa versione mai trovata!

    @Stefano, anche quello, come il Talismano, riporta la lavorazione antica, vedi tu! io lo dovessi rifare metterò il burro alla fine, come ho scritto, e come si fa ora. non ti resta che provare 😉

    @Bosina, lauretta bella, grazie di tutte le tue preziose informazioni :))
    un bacio

    @Tina, grazie mille, le proporzioni sono più o meno quelle, interessante la panna, comunque! di certo, una bomba 😉

    @Ornè, e chissà se s'era anche quasi dimenticato il burro, visto che alla fine l'impasto del babà è quasi come questo, ma con molto meno burro!

    @Marta fammi sapere se lo fai, un bacio grande :))

    @Gaia, per l'incordatura ho in mente qualcosina, ehehe 😉
    smack!

    @Terry, con la mdp è impossibile credimi, casomai a mano, ma devi avere una forza grandissima nelle braccia, perchè con la planetaria si impasta 30' almeno, immagino che a mano ce ne vorrà quasi il doppio 🙂

    @Paolo, che W ha la rossa rinforzata? io ho la caputo rossa normale e non so se andrebbe bene!
    la rieper ha W370!

    a TUTTI, grazie, siete sempre preziosi!
    un bacio 🙂

  22. Ciao Paoletta
    ho appena finito di impastare. Devo dire che l'impasto era gia' bello lucido gia' subito dopo i due tuorli e lo zucchero. Non ho avuto alcun problema ad incordare con la planetaria (ovviamente) quando ho messil gancio l'impasto era gia' pronto ma gli ho fatto fare comunque un giretto.
    Che ti devo dire? Non resta che attendere che lieviti e di mangiarlo 🙂
    Ti faro' sapere

    Claudio

    P.s.: la manitoba che ho usato io e' la Lo Conte e mi sa che assorbe un po' piu' di quanto previsto nella ricetta e infatti ho aggiunto un po' di latte

  23. ‘@claudio, faccio il tifo e aspetto notizie 😉
    io ho faticato ad incordare perchè ho usato il metodo "antico" ma quello che ho postato non dovrebbe dare problemi, e infatti… 🙂
    la lo conte è la migliore manitoba tra quelle che si trovano al super, perlomeno la migliore tra quelle pubblicizzate!
    fammi sapere, eh?? :))

  24. allora … dolce buonissimissimo! 🙂
    pero' … pero' … questa prima esperienza non si e' conclusa benissimissimo.
    Non avevo il recipiente come il tuo e quindi ho utilizzato uno di quelli che utilizzo per le pizze pasquali (senza buco al centro per capirci).
    Poi ho avuto timore di posizionare troppo in basso il dolce e ho avuto una cottura non uniforme.
    Superifice un po' troppo "abbronzata" e asciutta. E provo anche a aumentare la temperatura del mio forno che e' un po' pigrotto.
    Quindi lo rifaro' sicuramente tenendo conto dell'esperienza fatta. Ma e' davvero buono… me lo sto mangiando tutto 🙂
    Una cosa: secondo te il burro si puo' ridurre un po'? Secondo me resta troppo grasso e se non si fa raffreddare come il panettone a testa in giu'… ho paura che un po' si sieda lo stesso.

    comunque ripeto: troppo buono, lo rifaccio

  25. Ciao Paola , con la tua domanda Kugelhupf o Gugelhupf mi son sentita chiamata in causa per molti motivi . 1) è un dolce comunissimo dalle mie
    parti -son triestina – . 2) sempre fatto in casa , sia quando ero ragazzina io , sia per le mie figlie, ora lo faccio per i miei nipoti . 3) colleziono da tanto libri di cucina , e conoscendo discretamente il tedesco -che leggo anche in gotico sia scritto che stampato – ho naturalmente parecchi libri sia tedeschi che austriaci . Così ho fatto una ricerca a partire da un volume del 1890 che riporta ricette dal 1858 ,
    proseguendo con un altro sempre del 1890 , poi con uno del 1904 ,
    per arrivare via via ai giorni nostri . Ho trovato sempre " Gugelhupf ".
    solo in un Lessico dell'arte culinaria -sempre tedesco- ho trovato che
    si può dire anche Gugelhopf o Kugelhupf . Non ho trovato perciò indicazioni che si riferiscano a nomi , diciamo , regionali . Ho anche
    un libretto del 2001 con circa 80-90 ricette di soli " Gugelhupf ". Penso
    che la dizione Kugelhupf sia dovuta alla pronuncia tedesca della lettera
    " g " che è molto gutturale . Noi a Trieste lo chiamiamo " cùguluf " , nel
    nostro dialetto .
    Se ho potuto scriverti è merito di Ornella che mi ha aiutato : col PC
    sono ancora molto imbranata , direi in alto mare .
    E se avrai bisogno di altre …..ricerche o di qualcosa di tedesco son
    pronta ad aiutarti più che volentieri . Anche in campo italiano ,
    naturalmente . Mi trovi nel forum di C.I. Ciao …..Ruli

  26. ‘@Ruli, grazie :))
    ma davvero un libro con sole ricette del Kugelhupf?? incredibile!
    ho capito che conosci bene il tedesco, quindi mi rivolgerò a te se m'innamoro di qualche ricettina tedesca, per esempio, sui quarkini, che sono dei piccoli krapfen fatti con il quark, sai nulla?? 🙂
    grazie ancora per le tue preziose informazioni e un bacio a ornella 😉

  27. ‘@Claudio, per lo stampo il problema è capire se comunque ha la stessa capienza, e cioè 2 lt. e poi va regolato il forno perchè, immagino eh?? la cottura sia diversa, forse sì un po' più bassa la temperatura per permettere che cuocia all'interno, visto che non ha buco.
    quando si scurisce la superficie, prova a mettere della carta d'alluminio e proseguire la cottura 😉

  28. Ricerca " quarkini " . Soddisfattissima della richiesta , mi son data da fare .
    Spero di aver interpretato giusto la tua domanda , ho cercato cioè tra le
    cose dolci . Non li chiamano krapfen ma dolcetti al quark e son la cosa più simile ai krapfen che ho trovato .Riporto la ricetta : 1,5 l quark , 6 gialli
    d'uovo , 2 uova intere , 3 cucchiai di lievito di birra , tre cucchiai di panna ,
    un pizzico di sale , 200-250 g di farina .Si forma un impasto consistente
    che si fa lievitare coperto .Lo si pone poi su un piano infarinato e se ne ricavano dei piccoli dolcetti della grandezza di un uovo .
    In ognuno si fa un leggero taglio con un coltello , si lasciano lievitare
    ancora un po' e si friggono lentamente nello strutto molto caldo . Si
    appoggiano su carta assorbente e si servono cosparsi di zucchero e
    cannella . Questo è quanto . La misura in litri del quark mi ha lasciata
    perplessa , ma così è scritto ! Non ho idea se è quello che cercavi ,
    fammelo sapere . Ciaoooo .. Ruli

  29. Si , le uova son tante , ma anche 1,5 l. di quark
    è molto , più la farina…..
    Trovi il quark facilmente ? Qui a Trieste non c'è ,
    devo aspettare di andare dalla consuocera bavarese.
    Ciaoooo Ruli

  30. ‘@Ruli, aaaaaaaaaaaaaaaaaaahhhh 1,5 lt di quark?? non avevo letto bene allora, sta ricetta non ha le giuste proporzioni! con tutti questi liquidi la farina no 200 gr ma 2 kg!
    comunque non trovo il quark, mi guardano così se lo chiedo °_°
    ciao

  31. Paoletta, scusa se mi intrometto, io il quark lo trovo al penny market, ho delle ricette favolose con il quark, è un formaggio tedesco buonissimo per fare i dolci.
    Baci Maddy

  32. Paoletta , ma il quark non è liquido . Penso che il litro e mezzo di cui parlano sia solo un modo per misurarne la quantità . Direi che la sua consistenza sta tra il mascarpone e la nostra ricotta . Invidio Maddy che lo trova , infatti il Penny è una catena presente per esempio in Austria .
    Anch'io ho la ricetta di una torta col quark strepitosa , ma ci vuole proprio il quark , non è sostituibile . Secondo me quella ricetta è ben congeniata ,
    prova a rileggerla . Se avessi il quark la farei ………Ciao Ruli

  33. ‘@Maddy, qui il Penny non c'è 🙁

    @Ruly, ma se pure avesse la consistenza della ricotta, ti assicuro che con 1500 gr di quark e quella poca farina, tutte quelle uova, l'impasto stesso verrà liquido.. poi, per carità, non insisto oltre ma qualche impasto l'ho fatto 😉

    @cansy, grazie :))
    la ricetta di tua nonna, ce l'hai da qualche parte??

  34. Ciao Paoletta, felice di scriverti ancora. Ieri sera ho fatto il gugelhupf: l'ho lavorato dall'intervallo e per tutto il secondo tempo di Napoli-Genoa, una faticaccia, con il frullino con le fruste a gancio. Alla fine mi sono arresa anche se non era perfettamente incordato. Comunque stamattina sono riuscita a fare le pieghe perché l'impasto era bello compatto ma ha impiegato circa 4 ore per arrivare al bordo dello stampo,è un tempo normale? Il risultato è stato alla fine molto gradito ma spero di rifarlo la prossima volta con l'impastatrice che vorrei tanto acquistare. Sai, ho anche fatto il pandorlato non appena lo hai postato ed è stato molto più semplice da lavorare. Un bacio Annalisa

  35. ‘@Annalisa, durante la partita, ahahaha!! almeno com'è andata per la tua squadra del cuore??
    dunque il tempo di lievitazione nello stampo dipende un po' da varie cose… una potrebbe essere il fatto che non era perfettamente incordato, l'altra che ha lievitato poco l'impasto nella sua prima lievitazione, e qui entra in gioco il frigo, a quale temperatura era?? perchè se invece che a 10° era a 5° è sicuramente per quello che ci ha messo di più, insomma si doveva ripiglià porello :))
    si è alzato bene in cottura??

  36. Paoletta, non te l'ho scritto ma io ho fatto proprio come te:l'ho tenuto tutta la notte sul pianerottolo, eh già, sicuramente era meno freddo del frigo. Comunque in cottura si è alzato ancora un pochino ed è venuto bello alto; forse è come dici tu, non era perfettamente incordato ma con il frullino… penso sia già abbastanza. Alla prossima, baci Annalisa
    p.s. il Napoli ha pareggiato

  37. ‘@Annalisa, eh sì, allora credo che non fosse perfettamente incordato. d'altro canto è un impasto non facile da gestire, anche con la planetaria.
    un bacio, a presto!

  38. Ciao paoletta, l'ho fatto settimana scorsa (è già finito!) usando una nuova 'farina 0 manitoba speciale per lievitati' di un supermercato locale. ma che buono! è un'eresia se dico che mi piace quanto il panettone? aveva un profumo d'arancia squisito…le foto prossima volta ;-D

  39. PS confermo la difficoltà ad incordare, l'ho dovuto "coccolare" per un bel po', e alla fine non è che fosse incordatissimo, ma ho incrociato le dita, e è andata bene! Insomma, ci vuole pazienza, ma ne vale la pena!

  40. Ciao Paoletta, ho comperato lo stampo ma è più piccolo :((( ci stanno solo 1,5 lt di acqua! Riproporzionerei tutto a 3/4 ma le uova? Và bene se ne metto solo 2 intere? Volevo ancora chiederti se và bene messo in frigorifero tutta la notte e poi più o meno quanto ci ha messo a raggiungere il bordo dello stampo.Tutte queste domande per cercare di limitare i danni!A me non sempre riesce tutto al primo tentativo…Grazie infinite.Baci Lucy

  41. ‘@Anto, che bello, una manitoba 0 non mi è mai capitata, dice Adriano che è ancora più forte!!
    come si chiama??

    @Lucy, io prenderei i 2 tuorli e le 2 uova, li batterei insieme e poi pesi tutto e usi i 2/3… ma mi sa che sono in ritardo??
    fammi sapere 🙂

  42. Ciao Paoletta, non importa….ho ripiegato su altro…solo che non volevo subissarti di messaggini….comunque questo lo farò a breve. Hai presente quando hai in mente di fare qualcosa e alla fine devi per forza pasticciare? Io ho fatto il pandorlato ma il commento te lo lascio lì. Grazie sei sempre carinissima. 🙂 baci Lucy

  43. Ciao Paoletta, che vergogna, avevo 'rimosso' questo topic…sory sory sory! la farina è della C*nad, non so se lì da voi c'è questa catena. Ho visto che ce l'ha anche N*turasì, ma a prezzi indicibili ;-D. La prima l'ho provata in vari lievitati (ultimo il pancarrè di Adriano) e ha fatto sempre un'ottima riuscita! Auguri in ritardo, ciaooo!

  44. ‘@Anto, grazie!! sì, la conad c'è qui, ma la manitoba a marchio loro mai vista, provo a riguardare meglio, grazie ancora 🙂
    mica c'è scritto a lato da quale molino proviene??
    un bacio

  45. Purtroppo l'ho finita, ma appena la ricompro ci guardo! tanto mi dovrò sacrificare e provare le brioche svizzere!! ;-D ti dirò a 'esperimento' concluso, sperando anche di produrre qualche fotina (qui ce so' le idrovore…) besos! PS sul pacchetto c'è scritto qualcosa tipo 'manitoba tipo 0 per pani speciali e lievitati', o una cosa simile.

  46. Ciao Paoletta! Sono Carla! Vorrei provare a fare il gugelhupf,ma ho un dubbio sulla farina da usare: in casa ho manitoba Divella che e' 360/380 w e farina manitoba lo conte che e'480/500 w (queste informazioni le ho avute telefonando alle rispettive aziende ;p ).Tu quale mi consigli di usare? Ti ringrazio tanto tanto e colgo l'occasione per dirti che sono FELICISSIMA di aver scoperto il tuo blog e di far parte del tuo gruppo su FB !!!

  47. Oggi è la terza volta che provo a fare questo dolce; il primo buonissimo ma inguardabile …si è afflosciato tutto dopo la cottura ed ho usato farina Manitoba lo conte. La seconda ho miscelato il 40% di molino rossetto w 330 ed il 60% w400. Risultato meno floscio, ma sempre cadente.
    Oggi l'ho rifatto con 50% molino rossetto w300 ed il resto Petra 5.
    Il risultato è migliore dei precedenti, ma ancora troppo soffice…..mi sai dire dove eventualmente sbaglio????

  48. Ciao Paoletta…. Voglio provare a fare il tuo meraviglioso dolce e ho comprato lo stampo in silicone…. Matsuoka mi ha detto ke il silicone nn va bene x qsta preparazione…. Tu cosa mi consigli?!? Grazie mille e complimenti

  49. Elisa s.24 ottobre 2016 08:40
    Ciao Paoletta…. Voglio provare a fare il tuo meraviglioso dolce e ho comprato lo stampo in silicone…. Ma qualcuno mi ha detto ke il silicone nn va bene x qsta preparazione…. Tu cosa mi consigli?!? Grazie mille e complimenti

    Rispondi

  50. Carissima Paoletta ti ringrazio per questa meravigliosa ricetta che ho provato ed è venuto buonissimo, il problema adesso che ho uno stampo di 24 cm può andare bene impiegando le stesse dosi? Perché il primo l'ho fatto in uno stampo di 22 cm che una mia amica gentilmente mi ha prestato. Ti ringrazio anticipatamente della risposta.

  51. Ciao Paoletta se faccio questo dolce con il lievito madre i tempi di lievitazione sono più lunghi vero ? Grazie per la gentile risposta

  52. Ciao Paoletta, grazie come sempre per le tue ricette 🙂 volevo provare a fare proprio questa, e utilizzare lo stanno del panettone, quale dimensione mi consigli.?

  53. Salve e Paoletta. Non mi è chiaro il numero dei tuorli. La ricetta dice 2tuorli e 2 uova,ma poi,nel procedimento si parla solo di tuorli (che poi sono più di 2) e non si parla delle uova intere e nemmeno della quantità delli albumi. Grazie